Doccia walk-in: la scelta moderna che unisce funzionalità e design

Colori più caldi, superfici ispirate alla natura, forme morbide, piccoli formati decorativi e un gres porcellanato che esce dal suo ruolo tradizionale per diventare parte integrante dell'arredo.
Sono alcune delle principali tendenze per pavimenti e rivestimenti 2026 che abbiamo osservato durante la nostra visita a Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l'Architettura e dell'Arredobagno che si è svolto a Bologna dal 21 al 25 settembre 2026.
Visitare Cersaie per noi di Piovan 1965 significa soprattutto osservare da vicino come stanno evolvendo materiali, colori e soluzioni progettuali, confrontarci con i produttori e capire quali novità potranno realmente trovare spazio nelle case e nei progetti dei nostri clienti.
E quest'anno una direzione è emersa in maniera particolarmente chiara: gli ambienti rimangono essenziali e contemporanei, ma diventano più caldi, materici e accoglienti.
Cersaie 2026: cosa ci portiamo a casa dalla fiera di Bologna
Quando si parla di tendenze nell'interior design, non significa necessariamente che ciò che funzionava fino a ieri debba improvvisamente essere sostituito.
Anche a Cersaie 2026 abbiamo continuato a incontrare effetti pietra, marmo, resina e legno. A cambiare è soprattutto il modo in cui vengono interpretati e combinati.
Il grigio continua a essere presente, ma accanto alle tonalità più fredde acquistano sempre maggiore importanza beige, corda, terracotta e sfumature naturali.
Le superfici dialogano con il legno, con elementi dall'aspetto artigianale e con texture che richiamano pietra, tessuti e materiali naturali.
Anche le geometrie cambiano: accanto alle grandi lastre compaiono piccoli formati, mosaici e inserti decorativi, mentre nell'arredo diminuiscono gli spigoli netti a favore di linee curve e forme più morbide.
Non abbiamo quindi individuato una sola tendenza, ma un linguaggio comune: una casa contemporanea meno fredda e più sensoriale.
Dal minimalismo al warm minimalism: tornano i colori caldi
Una delle tendenze più evidenti osservate in fiera è quella che possiamo definire warm minimalism, o minimalismo caldo.
L'obiettivo rimane quello di creare ambienti puliti, equilibrati e privi di elementi superflui. A cambiare è la palette.
Al bianco, al grigio e alle tonalità neutre più fredde si affiancano colori come:
- beige;
- corda;
- sabbia;
- terracotta;
- marroni delicati;
- tonalità ispirate alla terra.
Il risultato è un minimalismo meno rigoroso, capace di trasmettere una maggiore sensazione di comfort.
Durante la visita allo stand Mirage abbiamo ritrovato questa direzione in diverse proposte, dove le tonalità calde vengono abbinate a superfici materiche, legni e complementi che richiamano il mondo dell'artigianato.
È un approccio particolarmente interessante anche per la casa: permette di mantenere un design contemporaneo senza creare ambienti eccessivamente freddi.



Terracotta, beige e corda: i nuovi colori delle superfici
Tra le tonalità che più ci hanno colpito c'è sicuramente la terracotta.
Non viene necessariamente utilizzata per caratterizzare un'intera stanza. Può diventare un accento, una superficie decorativa o un elemento capace di interrompere una composizione più neutra.
Nella serie Elern di Mirage, ad esempio, abbiamo osservato abbinamenti tra terracotta e tonalità chiare anche attraverso formati più piccoli, come il 20×20 cm.
L'effetto è interessante perché permette di introdurre colore senza rendere l'ambiente eccessivamente vincolante.
Un pavimento o una parete possono quindi mantenere una base neutra, mentre una zona delimitata, una fascia o una composizione decorativa introducono movimento e calore.
La tendenza che emerge non è quindi semplicemente "usare più colore", ma utilizzarlo in maniera più consapevole all'interno del progetto.

Effetto pietra, resina e legno: la materia torna protagonista
Accanto al colore abbiamo osservato una forte attenzione alla texture.
Le superfici effetto pietra diventano più mosse, quelle effetto resina acquistano profondità e il legno continua a essere uno dei riferimenti principali per creare ambienti accoglienti.
Un esempio interessante è la serie Palmira di Mirage, presentata con un effetto pietra caldo e una superficie visivamente molto materica.
La lavorazione permette al disegno e alla struttura di dialogare, generando una percezione tridimensionale della superficie pur mantenendo caratteristiche che la rendono adatta alla quotidianità.
È un principio che abbiamo ritrovato in diverse collezioni: la tecnologia cerca di restituire alla ceramica la ricchezza visiva della materia naturale, senza rinunciare alle caratteristiche pratiche che rendono il gres porcellanato così versatile.
Anche FAP Ceramiche ha proposto effetti pietra e tonalità calde declinati in formati differenti, offrendo la possibilità di costruire composizioni coordinate oppure di mescolare colori e geometrie..

Grandi lastre e piccoli formati convivono nello stesso progetto
Una delle osservazioni più interessanti di Cersaie 2026 riguarda i formati.
Da una parte continuano a crescere le possibilità offerte dalle grandi superfici, utilizzate per ridurre le interruzioni visive e creare maggiore continuità.
Dall'altra abbiamo assistito a un deciso ritorno dei piccoli formati.
Sembrerebbero due tendenze opposte. In realtà svolgono funzioni differenti e possono convivere nello stesso progetto.
Le grandi lastre sono particolarmente efficaci quando vogliamo ottenere:
- continuità visiva;
- superfici ampie;
- un numero ridotto di fughe;
- un'estetica essenziale.
I piccoli formati permettono invece di introdurre:
- ritmo;
- colore;
- geometrie;
- dettagli decorativi;
- cambi di superficie.
La scelta, quindi, non è necessariamente tra grande e piccolo formato. Il progetto contemporaneo può utilizzare entrambi per ottenere risultati diversi.

Il piccolo formato torna come elemento decorativo
Abbiamo trovato particolarmente interessante il ritorno di mattoncini, mosaici e piastrelle di dimensioni contenute.
Mirage, con la serie Glint, propone ad esempio un effetto mattoncino in diverse colorazioni, compresa la terracotta, caratterizzato da una superficie lucida e da bordi volutamente irregolari.
Il piccolo formato offre inoltre una libertà che diventa preziosa quando il progetto incontra superfici curve, pilastri, banconi o elementi d'arredo dalle geometrie meno convenzionali.
Non va quindi interpretato necessariamente come un ritorno al passato.
Inserito in un ambiente contemporaneo, può diventare lo strumento con cui creare una parete decorativa, evidenziare una zona della cucina, caratterizzare un elemento architettonico o interrompere intenzionalmente una superficie più uniforme.
Lo stesso principio si ritrova nell'utilizzo di mosaici e sottili elementi ceramici, vere e proprie "micro-matite" utilizzate per separare materiali e colori o creare un effetto boiserie.

Forme morbide e superfici curve: meno spigoli nell'interior design
Un'altra direzione che abbiamo riconosciuto chiaramente riguarda le forme.
Gli spigoli diventano meno protagonisti e lasciano spazio a curve, raccordi e geometrie più morbide.
Lo abbiamo visto nei mobili, nei lavabi, nei piani e negli elementi decorativi.
Questa evoluzione contribuisce a rendere l'ambiente più accogliente e si integra perfettamente con il warm minimalism: colori naturali, superfici materiche e linee arrotondate concorrono alla stessa sensazione di comfort.
Anche la ricerca sui materiali sta assecondando questa evoluzione.
In fiera abbiamo osservato, ad esempio, piani in pietra ricostruita modellati per ottenere vasche integrate dalle forme continue e prive delle tradizionali geometrie più rigide.
Non si tratta solamente di estetica. Ridurre giunzioni e punti difficili da raggiungere può avere conseguenze interessanti anche nella gestione e nella pulizia quotidiana delle superfici.


Il gres esce dal pavimento e diventa arredo
Probabilmente una delle evoluzioni più interessanti viste a Cersaie riguarda il ruolo stesso del gres porcellanato.
Pensare al gres solamente come materiale per pavimenti e rivestimenti oggi è sempre più limitante.
Durante la visita abbiamo visto il materiale utilizzato per rivestire:
- mobili;
- fianchi e frontali;
- top;
- lavabi;
- vasche;
- pilette;
- elementi radianti.
Il vantaggio progettuale è evidente: lo stesso linguaggio materico può proseguire dal pavimento alla parete fino all'arredo.
Questo permette di progettare il bagno non più come una somma di elementi indipendenti, ma come un ambiente coordinato.
È una direzione che troviamo particolarmente interessante perché coincide con il nostro modo di affrontare la progettazione: pavimenti, rivestimenti e arredo bagno devono dialogare fin dall'inizio.
Lavabi, mobili e vasche rivestiti in gres
Tra le applicazioni che abbiamo fotografato allo stand Mirage, particolare attenzione meritano i mobili completamente rivestiti in gres e i lavabi integrati.
Fianchi e frontali possono riprendere la stessa superficie, mentre la vasca del lavabo viene costruita attraverso elementi opportunamente lavorati e inclinati verso lo scarico. Anche la piletta può essere nascosta da una cover coordinata in gres.
Il risultato è una superficie estremamente continua.
Abbiamo osservato inoltre lavorazioni con tagli a 45°, gole integrate e dettagli studiati per evitare elementi esterni che interrompano la pulizia del mobile.
È un'evoluzione importante dell'arredo bagno: il materiale non viene semplicemente applicato al mobile, ma diventa parte del suo design.
Continuità tra interno ed esterno
Le tendenze per pavimenti e rivestimenti 2026 riguardano anche il rapporto tra casa e outdoor.
Sempre più collezioni consentono di mantenere una forte coerenza estetica tra interno ed esterno, adattando le caratteristiche della superficie alle diverse destinazioni d'uso.
Durante la visita abbiamo osservato soluzioni Mirage disponibili anche per l'esterno, con superfici e spessori dedicati, così come proposte FAP orientate a coniugare le esigenze di aderenza con una maggiore praticità nella pulizia.
Dal punto di vista progettuale il vantaggio è importante.
Una zona giorno affacciata sul terrazzo, un portico o uno spazio vicino al giardino possono essere pensati con un linguaggio materico coerente, riducendo la percezione del confine tra interno ed esterno.
Naturalmente la scelta della superficie deve sempre tenere conto della destinazione d'uso, dell'esposizione e delle prestazioni richieste.
Le grandi superfici arrivano anche sui piani cucina
L'estensione delle superfici ceramiche all'arredo non riguarda solamente il bagno.
Con Twelve di Mirage abbiamo osservato soluzioni di grande formato dedicate anche ai piani cucina, disponibili in differenti interpretazioni estetiche, dagli effetti pietra e marmo alle superfici ispirate alla resina.
La possibilità di lavorare superfici di grandi dimensioni consente di progettare top con una forte continuità visiva e di coordinare maggiormente cucina, pavimento e altri elementi dell'ambiente.
È un ulteriore segnale di come il confine tra rivestimento e arredo stia diventando sempre più sottile.
Arredo bagno 2026: più funzionalità anche negli spazi piccoli
A Cersaie non abbiamo osservato soltanto materiali.
Interessanti anche le soluzioni dedicate all'organizzazione del bagno, soprattutto quando lo spazio disponibile è limitato.
Abbiamo visto mobili poco profondi ma sviluppati in lunghezza, vani contenitore, grandi superfici specchiate, illuminazione integrata e zone beauty concentrate in pochi centimetri.
Il principio è semplice: un bagno piccolo non deve necessariamente rinunciare a comfort, contenimento e design.
Anche Artesi ha presentato complementi e mobili in cui illuminazione, elementi cannettati, gole, tagli a 45° e porta salviette diventano parte integrante del disegno.
Il bagno assume così sempre più il linguaggio degli altri ambienti della casa.
Non viene progettato solamente per la sua funzione, ma come un vero spazio d'arredo..
Termoarredo: dal radiatore a elemento di design
Anche il riscaldamento segue la stessa evoluzione.
Le soluzioni Caleido che abbiamo visto in fiera mostrano come radiatori e scaldasalviette possano diventare elementi architettonici e decorativi del bagno.
Configurazioni tubolari, possibilità di adattare la composizione alle esigenze dell'ambiente e sistemi di gestione evoluti permettono di integrare maggiormente comfort termico e interior design.
Abbiamo inoltre osservato soluzioni in cui il rivestimento ceramico entra direttamente nell'elemento radiante, accompagnato da illuminazione e comandi integrati.
Il termoarredo non è quindi più un componente da aggiungere alla fine del progetto: finitura, posizione e dimensionamento possono essere valutati insieme al resto dell'arredo bagno.
Cosa significano queste tendenze per chi sta progettando casa
Visitare una fiera come Cersaie è utile soprattutto se riusciamo a distinguere una novità destinata a rimanere in showroom da una soluzione che può realmente migliorare un progetto.
Quello che abbiamo visto nel 2026 ci suggerisce alcune direzioni molto concrete.
Se state progettando o ristrutturando casa, non significa che dobbiate necessariamente scegliere un pavimento terracotta o un lavabo interamente rivestito in gres.
Significa piuttosto che oggi abbiamo più strumenti per personalizzare gli ambienti.
Possiamo utilizzare una base neutra e introdurre un piccolo formato decorativo. Possiamo scegliere una pietra dalle tonalità calde invece del classico grigio.
Possiamo utilizzare lo stesso materiale tra interno ed esterno oppure far dialogare pavimento, parete e mobile bagno.
E possiamo sostituire alcune geometrie molto rigide con forme più morbide.
La vera tendenza, quindi, non è un singolo colore o formato.
È la possibilità di costruire ambienti essenziali ma meno impersonali, coordinati ma non monotoni, contemporanei ma capaci di trasmettere calore.
Dalla fiera allo showroom: il metodo Piovan 1965
Per Piovan 1965 visitare Cersaie significa aggiornarsi, incontrare i produttori e osservare da vicino materiali, finiture e nuove possibilità applicative.
Ma la selezione non termina in fiera.
Ogni novità deve poi essere valutata rispetto alle esigenze reali di chi deve costruire o ristrutturare: stile della casa, dimensioni degli ambienti, utilizzo quotidiano, caratteristiche tecniche e abbinamenti con gli altri materiali.
È questo passaggio che trasforma una tendenza in un progetto.
Nel nostro showroom di Orgiano accompagniamo privati e professionisti nella scelta di pavimenti, rivestimenti e arredo bagno, mettendo in relazione estetica, prestazioni e fattibilità.
Perché il materiale più interessante non è necessariamente quello più nuovo, ma quello che riesce a trovare il posto giusto all'interno di un progetto pensato per chi dovrà viverlo.

